Cadine (Trento), 9-10 ottobre 2010

(Pierre Benoit - Francia)

 

L’arte di amare diventa « metodo per la fraternità »

nel mondo della scuola

 

La nostra avventura ha avuto inizio tre anni fa, nel ginnasio-liceo di Sarcelles, dove sono insegnante di italiano. Il 28 settembre 2007, due studentesse, Lesly, malgascia-antillese, e Bushra, turca, litigano violentemente. Lo stesso giorno, dopo quel forte alterco, presento ai miei alunni la “Regola d’Oro” e il “Metodo per la fraternità”.

 

Il Metodo per la fraternità versione laica dell’Arte d’amare di Chiara Lubich – consiste in 6 punti che vengono proposti agli studenti secondo una formulazione adatta alla loro età[1] :

  • Considero ogni uomo come un fratello
  • Vedo il positivo nell’altro
  • Faccio il primo passo verso l’altro
  • Vado incontro anche al mio nemico
  • Capisco l’altro (i suoi pensieri, le sue gioie, i suoi dolori)
  • Agisco in questo modo finché anche l’altro mi considera come un fratello

Dopo poco tempo, anche grazie alla mediazione di una mia collega, le due allieve che si erano picchiate riescono a parlarsi di nuovo, e poi a riconciliarsi. Infine mi dicono che desiderano dare una testimonianza di pace preparando (con il coinvolgimento di altri 40 ragazzi) cortometraggi e testimonianze su questo tema per costruire una cultura di pace nella scuola e oltre. I ragazzi cominciano subito a sensibilizzare i bambini e i ragazzi sull’argomento attraverso azioni di animazione nelle scuole di Sarcelles.

Nell’aprile 2008, durante un viaggio in Italia, ci sono nuovamente tensioni interculturali. Tuttavia, anche qui, la riconciliazione che segue fa scattare nei giovani un’iniziativa efficace, concreta e rapida che sfocia nella fondazione dell’associazione "FRATERN’AIDE".

I ragazzi stendono gli statuti dell’associazione che vengono deposti alla sotto-prefettura di Sarcelles il 6 giugno 2008, nel quadro della Xima Mostra Internazionale delle Iniziative di Pace di Parigi, da Kevin – giovane vicepresidente dell’associazione – insieme a me e ad altri due compagni di classe.

Fratern’Aide è nata. Il suo obiettivo è quello di aiutare a costruire la pace, la fratellanza e la solidarietà tra tutti, anche tra generazioni, obiettivo che si traduce a) in una collaborazione, a base di animazioni e di incontri con persone di Case per Anziani e b) in interventi presso scuole elementari, medie e superiori, presso associazioni e anche a diversi convegni.

 

Fin dall’inizio il Metodo per la fraternità proposto da Fratern’Aide si è fatto strada nella scuola, ma anche nel mondo civile e culturale circostante.

Nella scuola, a partire da quella dove insegno, ci sono oggi insegnanti che hanno messo il Metodo per la fraternità alla base della vita sociale della classe, con l’obiettivo di rispondere ai problemi di bullismo e violenza presenti tra gli studenti. L’esperienza è stata diffusa in altre scuole dagli studenti stessi: i giovani membri di Fratern’Aide sono andati in diverse scuole elementari della periferia di Parigi mostrando come usare il dado della fraternità con la collaborazione degli insegnanti e sono stati invitati a presentare il metodo della fraternità anche agli studenti (120) del liceo professionnale di Clichy, uno tra i più famosi della regione di Parigi. Da quest’ultimo incontro è nata l’idea di un blog per lo scambio e la condivisione delle esperienze vissute sui punti del Metodo. Infine l’associazione è stata invitata a intervenire dalla laicissima Rete delle Scuole Civiche (Réseau des Écoles CIToyennes: RÉCIT), in occasione del suo Quarto Incontro Internazionale[2].

Il raggio di azione dell’Associazione va però ormai oltre il mondo della scuola. Già nel 2007 i giovani erano stati impegnati a svolgere un festival intitolato: La fraternità nella scuola, la fraternità nella città, organizzato nella città di Sarcelles, con più di 250 partecipanti. Una poesia bilingue (Fratellanza / Fraternité, v appendice) scritto dagli studenti di seconda liceo della scuola dove insegno ha ricevuto un premio dalla Lega dei Diritti Umani. Con il filosofo agnostico Bruno Mattei (autore del libro : È possibile la fraternità?) è nata un’amicizia che ci ha portato a realizzare insieme uno strumento pedagogico (DVD + libretto didattico + « dado della fraternità ») che mostra l’importanza di una pratica fraterna dell’atto pedagogico ed educativo basato sulla regola d’Oro e sul Metodo della fraternità, con riferimenti precisi alle direttive del Ministero della Pubblica Istruzione francese[3].

Infine, in due occasioni il metodo della fraternità è stato presentato all’UNESCO[4] e, nella primavera del 2011, Fratern’Aide comunicherà la sua esperienza al Consiglio dell’Europa, su invito del Presidente della Commissione dei Diritti Umani, il quale sta preparando a Strasburgo il Primo Salone Europeo dei Giovani.

 

Molti i frutti e i ritorni positivi, che testimoniano come il portare l’arte di amare nella scuola risponda oggi a un bisogno profondo ed essenziale.

Hélène, supplente, in seconda elementare, ci ha comunicato che all’inizio di ogni settimana chiede a uno dei suoi scolari di lanciare il dado della fraternità. Alla fine della settrimana, dopo un momento di silenzio, ognuno racconta come ha messo in pratica il punto che era uscito quella settimana. « Quest’anno, il caso ha fatto sì che sia uscito tre volte di seguito “vado incontro anche al mio nemico”.! Ogni volta, però, i bambini hanno raccontato nuove e belle esperienze di riconciliazione a scuola o in famiglia ! »

Claire, professoressa di tecnologia nella scuola media di a Sarcelles ha riferito di avere affisso al muro della sua aula i sei punti del Metodo della fraternità, provando a spiegare come vivere questi punti aiutava a migliorare i rapporti. « Un giorno, un allievo particolarmente duro e poco portato a parlare di sé ha detto davanti a tutti: “Ieri sera ho deciso di fare la pace con mio fratello, con il quale non parlavo da settimane” ».

Dominique, professoressa di matematica a Pont-à-Mousson, nell’ultima classe del liceo inizia ogni lezione con un minuto di silenzio durante il quale invita gli allievi a mettere da parte quello che hanno vissuto nella lezione precedente e a prepararsi ad accogliersi a vicenda. « Ogni anno, la mia prima lezione è dedicata alla spiegazione della Regola d’Oro come base di tutto quanto succede in classe... e questo cambia i rapporti».

 

E’ interessante, per concludere, un’osservazione fatta da ragazzi di Fratern’Aide: « Alla pace e alla fraternità occorre educare quando si è giovani, perché dopo è troppo tardi ».



  1. 1.Per i bambini, i sei punti sono formulati come segue:
  • Amo tutti
  • Vedo l’altro come un amico
  • Faccio il primo passo verso l’altro
  • Vado incontro anche al mio nemico
  • Condivido le gioie e i dolori dell’altro
  • Noi facciamo la pace

 

 

[2] Nancy, 30 ottobre – 1 novembre 2010. Fratern’Aide è intervenuta nell’ambito dell’atelier: « inserire la fraternità nel cuore della convivenza »

[3] L’80% del DVD è ultimato. Il progetto, dopo la preparazione di un adeguato dossier e più incontri con il vice-sindaco, è stato approvato e ha ricevuto un finanziamento pubblico.

[4] All’UNESCO Chantal Grevin, rappresentante New Humanity, ha potuto presentare il Metodo.

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