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EducazioneUnità - Education for Unity

Educare l’interiorità nella relazione. Un cammino per i giovani oggi tra crisi e promessa

Istituto Universitario Sophia – Loppiano – Incisa Val d’Arno (FI)

Marco CARDINALI     (2013)

 

Cercare di proporre in modo serio e il più possibile scientifico questo lavoro riguardante “l’interiorità”, con l’intento di rivalutare tale dimensione dell’umano in ambito educativo, è stata indiscutibilmente una sfida avvincente.

Educare alla relazione - Linee pedagogiche nell'esperienza e nel pensiero di Chiara Lubich

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Scienze della Formazione

Norma MARCHESI    (2013)

Relatore: Chiar.mo Prof. Ivo Lizzola  -    Correlatore: Chiar.mo Prof. Michele De Beni

Il lavoro di questa tesi è stato sollecitato da una domanda: perché riconoscere a Chiara Lubich, fondatrice di un Movimento cattolico, una Laurea Honoris Causa in Pedagogia e, soprattutto, quale l’apporto della spiritualità dell’unità alla pedagogia contemporanea impegnata a superare l’odierna “notte” dell’educazione?

Moving towards reciprocity to ensure community our schools

 

Miriam Mallia, Moving towards reciprocity to ensure community our schools. A study of the present situation at St Benedict’s College and a proposal for the way forward, University of Malta, 2008.

 

Una tesi di laurea in Masters in Education, Educational Leadership. Scopo di questo ‘research project’  è di verificare se il sistema nuovo di educazione a Malta, introdotto nel 2006 e che esige che si lavori a corpo con altre scuole, trova riscontro nelle aspettative e pratiche degli ‘educational leaders’ come dimensione d reciprocità. E’ la reciprocità che può dar vita e sicurezza ad una comunità e alla sua capacità di sviluppo futuro. A questo scopo l’Autrice ha svolto una serie i colloqui semi-strutturati con una Principal di un collegio e con 32 tra Presidi, Dirigenti e Vice- Presidi provenienti dalle 10 scuole elementari e 3 scuole medie che compongono il collegio. L’analisi delle risposte date ha rivelato che c’e` un forte desiderio di comunita`, basato su rapporti reciproci tra tutti, dirigenti con il Principal, tra Presidi, con gli insegnanti, con gli studenti, con i genitori, con la comunità extrascolastica. Le pratiche giornalieri degli amministratori rivelano un impegno personale forte per far sì che la ‘learning community’ lo sia davvero, che la collegialita` sia autentica. La comunicazione, il dare spazio, tempo e ascolto agli altri, è importante per quasi tutti gli intervistati.  Gli esempi dati dagli interlocutori di come si vivono momenti di difficoltà nel rapporto con gli altri rivelano che quando c’e` il rispetto, il silenzio, la pazienza, molte volte si risolvono le divisioni e si crea un clima di apprendimento tutto nuovo. Si impara a come vivere in relazione con gli altri sempre di più e che a far sì che l’anelito di reciprocità  venga sentito e voluto da tutti, a scuola e ovunque.

 

Educare alla pace nella scuola materna “Raggio di Sole” (Križevci - Croazia

 

Livia Lotto, Educare alla pace nella scuola materna “Raggio di Sole” (Križevci - Croazia),Università di Padova, 1999.

 

Pace e bambini, educazione alla mondialità e all’intercultura, diritti umani, guerra e contraddizioni sullo sfondo sono alcuni concetti-chiave di questo innovativo lavoro di tesi. Il nucleo centrale consiste nell’analisi di una specifica esperienza pedagogico-educativa attuata in una scuola materna della cittadina di Križevci, in Croazia, e avviata in anni recenti, quando il conflitto divampato nella ex-Jugoslavia e si stava finalmente spegnendo lasciando inevitabilmente le sue ceneri: morti, distruzione, ferite e traumi indicibili tra le popolazioni delle varie repubbliche balcaniche. Il Progetto pedagogico qui descritto nasce agli inizi degli anni’90 a favore dell’infanzia e per una ricostruzione umana che faccia riemergere con forza le profonde esigenze di pace, fraternità e giustizia soffocate dal clima del conflitto.

L’iniziativa in osservazione ha un’identità precisa ed un nome, che in sé è già un programma (scuola materna “Raggio di Sole”), ed è maturata nell’ambito ben più ampio del Movimento dei Focolari, un’esperienza comunitaria di ispirazione cristiana, oggi a diffusione internazionale per la quale i valori sopra ricordati sono fondamentali e irrinunciabili punti di riferimento della vita personale e sociale.

Ritenendo inoltre che i motivi e le istanze che animano questa proposta siano di indubbio interesse, non solo pedagogico, e presentino una valenza universale, in quanto trovano fondamento nella stessa natura ontologica della persona, si è voluto cercarne traccia nel pensiero e nell’esempio di alcuni autori moderni e contemporanei in vario modo implicati nelle scienze umane: nella sociologia “scomoda” di Pitirim A. Sorokin, nella filosofia dialogica di Martin Buber, nella vasta tradizione italiana del ‘900 nel campo dell’educazione alla pace e alla non violenza (Maria Montessori, Aldo Capitini, Don Lorenzo Milani, Danilo Dolci, Mario Lodi). Un’attenzione particolare viene riservata in questa trattazione alla pedagogia di Rosa Agazzi proprio perché la scuola, dal punto di vista didattico si ispira al Metodo agazziano.

 

La Via dell’Unità. Lineamenti pedagogico-teologico della dottrina spirituale di Chiara Lubich

 

Cinzia Donati, La Via dell’Unità. Lineamenti pedagogico-teologico della dottrina spirituale di Chiara Lubich, Istituto di Scienze Religiose “Alberto Marvelli”, Rimini 2002.

 

Il tema dell’educazione è molto attuale e dibattuto; per questa ragione la ricerca intende opportuno inserirsi in questo confronto, offrendo uno specifico contributo alla luce della Spiritualità dell’unità di Chiara Lubich. Qui si prospetta che è necessario farsi voce, amplificatori di quella fascia di persone che credono nella vita e ne sanno cogliere i segni al di là di ogni monito di morte. Si sottolinea l’urgenza di recuperare il ruolo della pedagogia e della psicologia, ma di una pedagogia e psicologia nuove, perché di Cristo, rinnovate dal suo Spirito; di Gesù Cristo come “archetipo” nell’essere umano capace di restituire alle persone l’equilibrio psichico e la piena maturità umana, ne hanno parlato molti psicologi e psichiatri. Basterebbe ricordare, a titolo puramente esemplificativo, i lavori di Igor Caruso assieme alla scuola di indirizzo personalista di Vienna (V.E. Gebsattel, W. Daim, ecc.), studiosi svizzeri (Ch. Boudouin, E. Meng, G.H. Graber), francesi (H. Baruk), austriaci e tedeschi (V.E. Frankl, Schultz-Hencke, A. Niedermeyer, ecc.). Paradigmatica, in proposito, è l’esperienza spirituale di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, dalla cui spiritualità emerge anche una teoria dell’educazione. Il dottorato in pedagogia, da lei ricevuto a Washington il 10 novembre del 2000, dimostra quanto il carisma dell’unità abbia a che fare con questa tematica.

 

La relazione educativa in una prospettiva di ontologia e antropologia trinitaria

 

Massimo Schibotto, La relazione educativa in una prospettiva di ontologia e antropologia trinitaria, Università di Verona, 2002.

 

L’obiettivo principale di questa tesi di laurea, è di riflettere sulla relazione educativa all’interno di una prospettiva di ontologia e antropologia trinitaria. In sintesi, una prospettiva che può dar luce e fondamento anche ad un paradigma di pedagogico. Infatti è inscritto nello statuto ontologico della persona tendere all’unità: unificare le dualità esistenziali salvaguardando i termini in relazione. Ma questa tensione all’unità nella nostra cultura è mortificata. Tutto ciò ha una ricaduta estremamente negativa nell’ambito educativo. Da ciò si comprendono i motivi culturali che animano questa ricerca: è necessario riflettere sulla relazione educativa collocandola entro un vasto orizzonte di senso, che superi le secche del nichilismo odierno e recuperi una riflessione ontologica ad ampio respiro che tenga conto della complessità e dell’unità delle varie dimensioni dell’essere. Nel trattare la relazione educativa all’interno di una prospettiva trinitaria qui viene percorso un itinerario costituito da quattro tappe: la relazione umana e la persona che tende all’unità; la prospettiva culturale cristiana; alcune linee di antropologia trinitaria e la modalità con cui le dualità esistenziali vengono unificate all’interno della persona in comunione; la relazione educativa, all’intero di una prospettiva di ontologia e antropologia trinitaria (accostando la riflessione antropologica e pedagogica di M. Buber, la riflessione di carattere psicoterapeutico di C.R. Rogers e di C.C. Carkhuff).

 

Violi Zirondoli. L’impegno cristiano ed educativo di una maestra

 

Irene Gualco, Albertina Violi Zirondoli. L’impegno cristiano ed educativo di una maestra, Università di Verona, 2005.

 

Questo ampio e articolato lavoro ho voluto dare un contributo alla conoscenza di una figura, quella della maestra Albertina Violi di Carpi, che, sebbene sconosciuta ai più, ha sicuramente rivestito una grande importanza sia per coloro che l’hanno conosciuta in prima persona come maestra, come membro del Centro Italiano Femminile di Carpi, come presenza significativa nell’ambito del movimento dei Focolari o semplicemente come amica, guida spirituale, conoscente ecc. nella comunità in cui ha vissuto.

Viene descritto il contesto spazio-temporale nel quale la maestra Violi vive ed opera; la storia della scuola dell’epoca e, grazie a varie testimonianze di ex-alunni, il suo metodo educativo fondato su quegli ideali di donazione totale di sé ed affidamento a Dio che troveranno poi il loro pieno sviluppo grazie al contatto con i Focolari ed il loro ideale dell’Unità.

Senza dubbio la maestra Albertina ha concretizzato molti degli ideali dell’attivismo pedagogico (che pone al centro dell’evento educativo i bisogni dell’alunno), ma nel contempo l’ha fortemente radicato nei valori cristiani. In questo senso il paragone corre al pedagogista Eugène Dévaud, che fonde magistralmente i suggerimenti provenienti dalle “scuole nuove” con i valori educativi cristiani, e con alcune esperienze di “scuole serene” realizzate in Italia da educatrici cattoliche, come le sorelle Agazzi, Maria Boschetti Alberti e Giuseppina Pizzigoni).

 

La pedagogia del positivo nelle strisce di Walter Kostner

 

Chiara Ribaga, La pedagogia del positivo nelle strisce di Walter Kostner, Università di Trento, 2008.

 

Nel vasto mondo dei fumetti è ancora possibile trovare qualche piccolo “tesoro” sconosciuto ai più, lontano da logiche editoriali e commerciali: le vignette di Walter Kostner “Gibì e doppiaW”, i due piccoli clown che trasmettono al lettore qualcosa di indefinibile, una sensazione di ottimismo e di costruttiva serenità. La ricerca entra così in contatto con quella che si può definire una disciplina di nuova formazione, la “pedagogia del positivo”, strettamente legata alla psicologia del positivo. Tale materia si basa sull’educazione ai valori in famiglia, nella scuola, nella società. Non è un’educazione strettamente indirizzata ai bambini ma si riferisce alla collettività globalmente intesa, dato che non è possibile educare in modo efficace senza testimoniare in prima persona ciò che si insegna.  Tutte le strisce di Kostner sono impregnate di sentimenti positivi, di apertura all’altro e al trascendente, valori che Kostner ancora giovane, alla ricerca di un nuovo senso dell’esistenza, negli anni Sessanta ha scoperto entrando a far parte del Movimento dei Focolari di Chiara Lubich. La tesi segue tre tappe necessarie per una vera “didattica del fumetto”: decodifica del linguaggio; decodifica dei valori; attività creativa. Le situazioni sviluppate da Gibì e Doppiaw offrono infinite possibilità identificative: i nostri due eroi sanno risolvere di volta in volta i problemi che emergono, invitando i lettori a fare altrettanto, ad imparare un modo nuovo di porsi nei confronti della quotidianità e in senso più ampio della vita.

 

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Sono numerosi gli studenti che hanno scritto e discusso tesi di laurea dando un loro contributo al comune cammino di ricerca mondiale per una "pedagogia dell'unità".

Nella sezione "Studi e ricerche" stiamo pubblicando brevi sintesi di questi lavori e chiederemmo a tutte e tutti coloro che lo desiderano di inviarceli (con eventuale recapito mail per prendere contatti).

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